DEMOS all'Università di Roma Tre con la testimonianza di Pietro Bartolo per la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale




Sono orgoglioso di aver partecipato ed organizzato questo evento all'interno dell'Università, per coinvolgere anche gli studenti in un dibatitto che spesso non approfondisce. Tra gli ospiti d'onore c'era Pietro Bartolo, il “medico di Lampedusa” che ha raccontato gli oltre vent’anni di incontri e le migliaia di visite fatte a Lampedusa ai migranti in arrivo – da ultimi i 49 che fra molte polemiche sono sbarcati due giorni fa dalla Nave Ionio della ONG Mediterranea.
 
Il medico ha denunciato: “Spesso si parla di questi temi in modo è scorretto. Io invito in primo luogo a parlare di fenomeno dell’immigrazione, non di problema dei migranti. Perché se gestito bene, questo fenomeno ha molti aspetti positivi”.  

Ha poi aggiunto: “Bisogna smetterla di dire cose non vere. Ad esempio sulle malattie. Non è vero che i migranti portano malattie infettive. Questo problema delle malattie gravemente contagiose non l’abbiamo mai riscontrato. Sono spesso disidratati, a volta colpiti da ipotermia, questo è vero, ma non da malattie contagiose”.
 
Bartolo ha poi ricordato i tanti migranti morti in mare negli ultimi anni e ha sottolineato anche quanti ce la fanno attraversano grandissime sofferenze, soffermandosi in particolare sulle molte donne che subiscono violenze e sui bambini che vivono pesanti traumi. 
“Il primo sogno che hanno è sopravvivere. Per questo davanti ai loro drammi non è possibile voltarsi dall’altra parte, fare finta di niente o ancora peggio giudicarli. Il razzismo è una piaga gravissima e vergognosa. Negli ultimi tempi si colgono segnali molto preoccupanti, che bisogna combattere con forza. Anche se la pelle dei migranti è più scura della nostra, sono donne, uomini e bambini esattamente come noi!”.

Molta la commozione tra i giovani in sala.  Hanno concluso l’incontro i Professori Adriano Roccucci e Maria Luisa Sergio: “oggi abbiamo visto e ascoltato. Ci siamo commossi e abbiamo capito tanto: anche per questo è nata DEMOS, per rispondere alla disumanizzazione della nostra società e per rispondere con la verità alla predicazione dell’odio”.


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