Incontro con gli assistenti sociali sul Decreto Sicurezza: “no a politica che criminalizza chi opera in situazioni di frontiera”



















Decreto sicurezza, si è svolta alla Pisana giornata formativa promossa dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio e dal Consigliere della Regione Lazio Paolo Ciani.

«Stiamo vivendo un periodo difficile per la nostra società: temi delicati come l’immigrazione, le occupazioni e la residenza vanno affrontati in modo serio e approfondito, trovando soluzioni adeguate al mutamento sociale in corso». Paolo Ciani, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Regione Lazio e leader del Movimento DEMOS, ha così concluso la giornata di formazione, rivolta agli assistenti sociali, che si è svolta questa mattina presso la Sala Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio. «La cultura politica alla quale appartengo, attenta ai temi sociali, non può accettare la criminalizzazione di chi opera in situazione di frontiera, penso alle Ong o a chi lavora come assistente sociale nelle periferie delle città – ha continuato Ciani – Occorre valorizzare il ruolo di queste figure, senza attribuire compiti che non competono loro, coma sta accadendo del caso degli sgomberi nella Capitale».
La giornata formativa dal titolo “Decreto sicurezza: Assistenti sociali, nuove sfide per le politiche, i servizi e i professionisti del settore” ha voluto offrire un momento di approfondimento agli esperti del sociale attraverso le relazioni di giuristi, docenti universitari ed operatori, alle nuove sfide aperte dal “Decreto sicurezza”, entrato in vigore lo scorso5 ottobre 2018. Si è discusso delle nuove regole per la protezione umanitaria, della situazione dei richiedenti asilo, della residenza anagrafica, delle problematiche rispetto agli sgomberi degli immobili occupati in corso nella Capitale.
«Il Decreto sicurezza – spiega Patrizia Favali, Presidente dell’Ordine del Lazio degli Assistenti Sociali – introduce nuove norme che impongono approcci altrettanto nuovi da parte dei professionisti del sociale; approcci nuovi che debbono contemperarsi con tutta la serie di normative esistenti e con il codice deontologico che regola la professione di assistente sociale».
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