Incontro a Roma presso lo Spazio Europa per la presentazione del libro “L’accoglienza delle persone migranti. Modelli di incontro e di socializzazione”






La gestione dei flussi migratori da anni è divenuta un tema fondamentale per l’agenda politica italiana ed europea. Come organizzare l’accoglienza, aldilà delle semplificazioni populiste, è stato il tema al centro dell’incontro organizzato a Roma presso la Rappresentanza italiana della Commissione Europea, durante il quale è stato presentato il recente volume curato da Tiziana Grassi sui modelli di accoglienza applicati sino ad oggi in Italia (“L’accoglienza delle persone migranti. Modelli di incontro e di socializzazione”, One Group, L’Aquila, 2019). A discuterne, tra gli altri, il direttore de L’Espresso Marco Damilano, Paolo Ciani coordinatore nazionale DEMOS, il direttore generale della Presidenza del Consiglio Giovanni Vetritto e il direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati Mario Morcone.
Il volume dà conto dei complessi aspetti delle migrazioni contemporanee e intende mettere in rilievo le buone pratiche di accoglienza attivate nel nostro Paese. Esperienze che non hanno trovato grande spazio nella narrazione mediatica in particolare negli ultimi due anni, quando l’Italia è stata attraversata da una “febbre sovranista e velleitaria che ha determinato un clima cupo e frustrante” come ha ricordato Mario Marcone. Malgrado i dati sugli sbarchi dimostrassero tutt’altro, la politica ha riproposto in modo martellante la retorica dell’invasione e ha portato la gente a convincimenti e comportamenti distorti. I decreti sicurezza hanno poi colpito non solo i migranti appena arrivati, ma anche quelli già presenti in Italia e integrati nella società. Compreso quel milione di minorenni senza cittadinanza italiana che, come ha ricordato Paolo Ciani, “non ha mai fatto viaggi per venire, perché sono nati qui, sanno spesso molto poco del loro paese d’ origine e tutto del nostro”. Senza una legge che dia loro la possibilità di diventare cittadini italiani prima dei 18 anni, rischiano di vedersi marginalizzati in un momento topico della loro vita. Urgente per Ciani riprendere l’iter parlamentare della legge sulla cittadinanza dei minori, per avviare nel Paese un’integrazione efficace che  eviti ghettizzazioni e crei mondi a parte. 



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