Coronavirus: ultimo DPCM del Governo riapre a lavoro e sport ma non alle messe






L’appello di Paolo Ciani, (ripreso dal The New York Times...):
Coronavirus:Ciani(Demos), perchè lavoro e sport sì,messe no?*
Più rispetto fedeli, governo autorizzi celebrazioni in sicurezza (ANSA) -

ROMA, 27 APR - "Se esiste un modo per lavorare in sicurezza, fare la spesa in sicurezza, fare sport in sicurezza... allora esiste un modo anche per celebrare la messa in sicurezza. Non ci vuole fede per capirlo: basta buon senso e rispetto. Lo avevamo detto i primi di marzo, lo ribadiamo ancor più ora alla vigilia della "fase 2": lasciate celebrare le messe!". Così in una nota si appella al governo il coordinatore di Democrazia Solidale-Demos, Paolo Ciani. "Nel decreto presentato ieri sera dal Presidente del Consiglio Conte - spiega ciani -, si autorizzano i funerali "con un massimo di 15 persone presenti", ma nuovamente si vietano tutte le celebrazioni. In un momento in cui si lavora ad una progressiva e responsabile ripartenza, non si capisce perché non si tenga conto anche della necessità e volontà dei credenti di celebrare e partecipare al culto. Molti cristiani già in questo tempo hanno dimostrato grande serietà e senso di responsabilità nel prendersi cura dei deboli in condizioni di forte criticità - spiega - nel rispetto di tutte le norme per evitare il contagio.Chiediamo al Governo di modificare il punto del Decreto che prevede il divieto di celebrazioni religiose. Si definiscano degli specifici protocolli di sicurezza per le celebrazioni - è la proposta - e con tali accorgimenti riteniamo che possano essere realizzate, così come possono ripartire altre `attività`". "Non è superfluo ricordare - conclude ciani - l`importanza per i cristiani di ritrovarsi a messa specialmente in momenti di preoccupazione come quello che stiamo vivendo. Allo stesso modo per le altre confessioni religiose, come ebrei e musulmani, è fondamentale partecipare ai propri riti. Per la resistenza morale del Paese è importante poter vivere i propri momenti religiosi. Il senso di responsabilità e di serietà ci farà vivere le celebrazioni seguendo tutte le raccomandazioni previste".

Nota ripresa anche su Avvenire del 28 Aprile



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