Da AskaNews
Il Paese ha scelto di dire NO ad una riforma sbagliata e ha scelto di difendere la Costituzione, l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’indipendenza della magistratura. È un messaggio netto anche al governo e alla destra, che hanno trasformato una materia delicatissima come la giustizia in una bandiera ideologica di parte. Colpisce soprattutto la partecipazione: tanti cittadini sono andati a votare perché hanno capito che la posta in gioco non era tecnica, ma profondamente democratica. Hanno voluto difendere un principio essenziale: la giustizia si riforma per renderla più giusta ed efficiente, non per renderla più debole o più esposta al potere politico. Questo voto dice che c’è un’Italia che crede nella Costituzione e che chiede riforme serie, condivise, capaci di migliorare davvero i tempi dei processi e la tutela dei diritti. Da qui bisogna ripartire.