PAOLO CIANI

CANDIDATO SINDACO

Roma #CapitaleSociale

piacere, Paolo

Nato a Roma nel 1970, diplomato al Liceo Manara e laureato in Storia dell’Arte alla Sapienza, faccio parte della Comunità di Sant’Egidio da quando avevo 14 anni. Sposato con Daniela, sono padre di due ragazze. Ho lavorato come ricercatore e, tra il 2014 e il 2017, sono stato consulente del Presidente della Commissione Sanità e Affari Sociali presso la Camera dei Deputati.

Dal marzo 2018 sono Consigliere della Regione Lazio eletto nella lista di Democrazia Solidale – DEMOS, ricoprendo il ruolo di Vice Presidente della Commissione Sanità e Affari Sociali e di membro nella Commissione Casa, Urbanistica e Rifiuti. Inoltre, sono stato Segretario della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e le Confraternite per la Diocesi di Roma.

Sono esperto di politiche socio-sanitarie, abitative, immigrazione ed educazione alla pace, ambiti in cui mi impegno da sempre.

ripensare Roma

Roma vive da tempo una crisi profonda, aggravata indubbiamente dalla pandemia (basti pensare alle perdite di tutto il comparto turistico ricettivo, tanto forte in città). Ma vive anche una crisi che definirei “di senso” e di visione.

Bisogna cominciare a dare risposte sugli interventi “normali” invocati dalla popolazione - trasporti, traffico, illuminazione, rifiuti, buche, verde pubblico. Nella loro banale semplicità, sarebbe l’inizio per ricominciare ad annodare un filo rotto tra cittadini e istituzioni. Si potrebbe definire il “minimo sindacale” di un’amministrazione provare a risolvere i problemi della quotidianità dei suoi cittadini ...

Purtroppo non lo è. Esistono disagi quotidiani che pesano su cittadini talvolta fortemente provati: oggi siamo tutti più indeboliti, persone, famiglie, reti sociali, attori economici. La pandemia ha reso drammatiche tante situazioni, ma gli errori, l’immobilismo e i fallimenti di tante promesse sono precedenti.

Roma è una città che soffre la povertà in tanti angoli, in cui è diminuita la coesione sociale e sono aumentate le disuguaglianze, presenta un alto numero di anziani, ha sacche di solitudine profonda in molti quartieri. C’è un grande problema relativo alla casa: troppi senza casa e troppe case vuote. C’è fame di lavoro, troppi passano ore nel traffico, mancano luoghi di aggregazione e di ritrovo “sicuro” per giovani.

Ma Roma è una città speciale: la Roma storica, la capitale d’Italia, la culla dell’Europa, il centro della cristianità con la presenza del Papa, essere cuore del Mediterraneo, focalizzano sulla nostra città presenze e attenzioni globali. Il governo locale deve essere capace di valorizzare e di rispettare questo profilo universale. E ogni cittadino dovrebbe essere consapevole e all’altezza della responsabilità di cosa significa abitare nella “città eterna”. Con tutto il rispetto, Roma non può essere pensata come una città come le altre.

Eppure Roma è città che stenta a crescere economicamente, anzi tanti la abbandonano perché ritengono non essere luogo adatto a sviluppare la propria impresa, anche perché spesso è una città troppo lenta ad ammodernarsi. C’è la sfida di continuare a integrare e spiegare una città che ha già molto integrato. C’è da mostrare e valorizzare il bello e da investire nella cultura. Bisogna riscoprire una città piena di verde (abbandonato) e fare nuove scelte ambientali. Invece tutto scorre in una sorta di ineluttabilità e rassegnazione: sembra che nulla si possa fare e un senso di frustrazione prende tanti.

Come disse Papa Francesco alcuni anni fa, il volto di una città è come un mosaico le cui tessere sono tutti coloro che vi abitano, in cui ciascuno è corresponsabile, nel bene e nel male. Dobbiamo dare un nuovo volto alla nostra città. E non basterà un po’ di maquillage. Bisogna reagire, per il bene di tutti, per il bene della città, del nostro paese e dell’umanità. Un sussulto personale e collettivo per ricominciare a pensare a Roma. Perché presto si realizzi una rinascita sociale, culturale e di prospettiva per la nostra città. E’ una grande sfida, che va affrontata insieme.

E’ con questi sentimenti, con umiltà e senso della misura (l’idea di governare questa città fa tremare le vene ai polsi!), con convinzione, determinazione e amore per la mia città e i suoi cittadini, che ho detto ok a chi mi ha chiesto di candidarmi alle primarie del centro sinistra. Perché Roma riscopra il suo #CapitaleSociale

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