Una mia breve riflessione sui fatti di Torre Maura

No alla violenza di Torre Maura, risolviamo in altro
modo i problemi delle periferie

Non si può giustificare l’assedio di Torre Maura contro 77 persone, di
cui 33 bambini nati e cresciuti a Roma. Persone che non arrivavano certo dalla
luna, ma da una struttura a soli 3 km da lì. Sono rom, vero. E allora? Prima di
ogni altra cosa sono persone, uomini, donne, bambini (tanti).

“Ma i cittadini delle periferie
sono esasperati”. Vero (tralasciando il fatto che a Roma siamo un po’
tutti esasperati). Ma sono davvero quelle 77 persone il problema delle
periferie (e di Torre Maura)? I cittadini delle periferie hanno tanti problemi.
Vero.

La mancanza di lavoro; la carenza di
infrastrutture; la diffusione massiccia della droga; l’evasione scolastica che
condanna le nuove generazioni all’irrilevanza; la poca sicurezza; la scarsa
coesione sociale; il dramma della solitudine; la crescente marginalità.

Problemi seri, profondi, diffusi. Ma
dinanzi a questi problemi (grandi) ritengo che sia necessario cambiare
paradigma: se questo stato di cose produce voglia di mobilitazione, andiamo
tutti con i cittadini di Torre Maura (e di qualunque periferia) a manifestare
nelle sedi necessarie per chiedere e ottenere diritti per tutti.

Non sarà certo l’assedio a 77
persone, né tanto meno sdoganare metodi violenti e razzisti di gruppi
neofascisti, conditi dal gesto vergognoso di calpestare il cibo, a migliorare
la vita dei cittadini delle periferie. Renderà solo la nostra città più barbara
e violenta.

Proviamo a immedesimarci con uno dei
77, proviamo a immaginare un vostro figlio asserragliato in un palazzo con
intorno cassonetti e auto dati alle fiamme, senza poter mangiare. I rom non
sono “altri” da noi. Come non lo sono gli anziani, i bambini e tutti
gli altri abitanti della nostra città, anche se in condizione sociale,
economica, di salute o cittadinanza diversa da noi.

A Roma ci sono 12mila famiglie in lista per le case popolari,
circa 7/8 mila persone in occupazioni, 6mila nei campi rom, 3mila senzatetto,
3mila in emergenza abitativa; senza parlare di chi è in sofferenza abitativa:
sotto sfratto, ospite, fuori sede. Una città nella città.

Ripartiamo dalla tutela dei diritti.
Perché lo stato delle periferie dimostra che dire “a lui no, a me
sì”, non aggiunge niente a me e provoca solo il regresso dei diritti di
tutti.

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/paolo-ciani/no-alla-violenza-di-torre-maura-risolviamo-in-altro-modo-i-problemi-delle-periferie_a_23705624/?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR3pODRYHNvNFvMRfIA-CqOGdfRJ_L3nJsqHbiXWAtMCV9_3JWagVc6xMbc

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