Mercoledì 23 dicembre ho promosso una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per denunciare il caro prezzi dei viaggi durante le festività. Un momento di confronto a cui hanno preso parte diversi Sindaci ed esponenti politici, delle Isole e del Meridione: tra questi Antonella Colfapietro di Rete civica meridionale, il Sindaco di San Paolo, Antonio Troiano (Rete civica meridionale), il Sindaco di Castelpoto, Vito Fusco (Rete civica meridionale) e Mario Arca, Segretario Demos Sardegna e membro di Rete civica solidale.
Il Natale è il tempo dei legami, del ritorno a casa, della possibilità di ritrovarsi come famiglie e come comunità. Ma per migliaia di studenti e lavoratori fuorisede, soprattutto del Sud e delle isole, questo diritto rischia di essere negato da prezzi dei trasporti ormai fuori controllo.
Ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per denunciare i rincari record sulle tratte interne durante il periodo natalizio. Secondo le associazioni dei consumatori, nelle settimane delle festività i prezzi di voli, treni e collegamenti marittimi aumentano fino al 700%, arrivando in alcuni casi anche al 900%. Biglietti aerei che superano i 400 euro e collegamenti ferroviari oltre i 250 euro stanno rendendo il rientro a casa impossibile per molti.
È un paradosso che nei giorni precedenti le feste costi meno volare verso una capitale europea che tornare a casa propria per Natale. Alla base di questi aumenti ci sono meccanismi di pricing dinamico senza limiti, che colpiscono in modo particolare studenti e lavoratori fuorisede, trasformando un diritto essenziale in un privilegio per pochi.
Le conseguenze non sono solo economiche, ma profondamente sociali: famiglie divise, genitori anziani lasciati soli, giovani costretti a rinunciare a un momento che dovrebbe unire. Il diritto alla mobilità viene di fatto negato proprio nel momento dell’anno che dovrebbe rafforzare i legami.
La questione del caro viaggi non è una semplice emergenza stagionale, ma un tema di giustizia sociale e coesione del Paese. Difendere il diritto a tornare a casa per Natale significa difendere la coesione sociale. Consentire che il rientro diventi un lusso significa accettare disuguaglianze intollerabili. È una responsabilità che la politica non può più rimandare.
Democrazia Solidale chiede regole chiare e interventi concreti per fermare la speculazione sui trasporti e garantire a tutti, soprattutto ai più giovani e ai più fragili, la possibilità di tornare a casa. Perché il Natale non può essere deciso da un algoritmo.
Diverse testate, tra cui Avvenire e diversi giornali del Sud, hanno accolto il nostro appello.
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Avvenire | L’aumento record dei biglietti per il Sud è una grave discriminazione territoriale
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